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Cosa posso fare  di concreto per ritrovare l'equilibrio?

Esercizio n°1
ESERCIZIO 1: partiamo dai piedi

il primo esercizio vi porterà via solo 15 minuti ma lo dovrete praticare tutti i giorni. Si tratta di vestirsi comodi, senza zaini zainetti borsette e fare una passeggiata a piedi. Troppe volte i nostri spostamenti sono finalizzati agli impegni e la nostra mente è affollata dal pensiero di arrivare in orario, da tutte le cose che abbiamo fatto o dobbiamo fare. Riscoprire la camminata libera, alla velocità che preferiamo, cercando di focalizzare l'attenzione sull'aria che entra ed esce dai nostri polmoni, è l'inizio per l'introspezione e per il rilassamento.

E' importante che la camminata sia fine a se stessa, che l'attività venga svolta individualmente e possibilmente in un luogo che ci piace.

Se scopriamo che ci riesce difficile trovare il tempo per questa attività o la mente resta intrappolata nelle cose da fare o nelle preoccupazioni, allora è un motivo in più per continuare a praticarla, perchè indica che ne abbiamo maggiormente necessità.

ESERCIZIO 2: il binocolo emotivo

Da bambini sarete rimasti affascinati dall'utilizzo del binocolo per osservare il cielo o un panorama. Secondo lo stesso principio del binocolo, sarebbe utile quando ci sembra di non riuscire ad avere il controllo sulle nostre emozioni negative, in special modo la paura, di guardare noi stessi da lontano. Immaginiamo di essere gli spettatori di un film, di cui noi siamo protagonisti e di trovarci davanti ad una pellicola in cui il soggetto ha paura e noi come spettatori vediamo oltre a lui anche tutto ciò che gli sta intorno, e riusciamo a provare compassione per le sue sofferenze ma anche a capire come l'attore può fare per stare meglio. Con l'esercizio della depersonalizzazione possiamo sentirci registi della nostra vita e uscire da quei labirinti psicologici che ci tengono prigionieri dei nostri errori.

Ancora 3
ESERCIZIO 3: cambio tragitto per ritrovare la strada

Avete mai notato che dopo un pò che si percorre la stessa strada non serve più prestare attenzione al tragitto? questo che sembra estremamente riposante è anche una perduta occasione per il nostro cervello di allenarci a trovare nuove soluzioni e una mancata occasione di scopire cose nuove lungo nuovi tragitti. Ogni tanto sarebbe auspicabile sporzarci di non utilizzare dispositivi come il navigatore satellitare e di variare appositamente il tragitto. Se ci troviamo in una città che conosciamo poco inizialmente potremmo avvertire una sensazione di smarrimento, questa sensazione di essersi persi, è quel vuoto esperienziale che serve al nostro cervello per creare nuove connessioni e permetterci di crescere. Non aver paura di perderti, è solo così che scoprirai cose nuove. Scoprire cose nuove ci rinnova.

Ancora 2

Quando avvertiamo un dolore fisico, sappiamo come comportarci, andiamo dal dottore o assumiamo un farmaco che già possediamo come automedicazione. Ma quando abbiamo un disagio psicologico, una sofferenza interiore, spesso tardiamo ad accorgercene, a causa delle resistenze che automaticamente ci impediscono di arrivare alla consapevolezza che stiamo male e che abbiamo bisogno di aiuto. Spesso intercorre molto tempo dall'inizio del disagio al momento in cui arriviamo alla richiesta di aiuto.

Ma proviamo ad analizzare come possiamo arrivare alla consapevolezza attraverso un esercizio. Esso consiste in una settimana in cui smetteremo di assumere dolci, di ascoltare musica, di guardare la televisione e di assumere alcol o droghe. Sarà una purificazione che ci porterà a riavvicinarci a noi stessi eliminando quegli elementi con cui nella quotidianità ci affolliamo le giornate per "stordirci" e chiudere gli occhi davanti a quello che ci fa soffrire e di cui spesso allontaniamo inconsapevolmente il pensiero.

Quando le emozioni negative affioreranno, non cercare di allontanarle, anzi accoglile e dì loro "grazie". Può apparire strano ma essere grati alla paura, ci aiuta ad affrontarla. Cerchiamo di focalizzare ciò che ci manca, ciò che ci spaventa, e attraverso questi pensieri cerchiamo di capire cosa ci servirebbe per stare meglio, cosa possiamo fare per stare meglio.

Esercizio N°4
ESERCIZIO 4: dire grazie alla sofferenza, accettazione del dolore.
Ancora 1
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