top of page
Il buio oltre la siepe

Mentre cerchiamo di capire i fatti di violenza che avvengono ormai quotidianamente li interpretiamo, diamo loro un nome e sentiamo l’odio che li caratterizza come estraneo a noi: c'è sempre un nemico, uno sconosciuto, un cattivo che è fuori da noi e che temiamo possa trovarsi ad incrociare la nostra vita dorata, buona, semplice, attesa. La realtà non è proprio così: in noi, intorno a noi e dentro noi, esiste qualcosa di estraneo, inatteso, qualcosa di cui di solito non avvertiamo la presenza perché silente.

Accettare che la violenza e l’odio non sono solo fuori ma parte integrante dell’essere umano, può aiutare a comprendere perché in certi frangenti possa uscire allo scoperto. Non si tratta di follia, ma di sentimenti che preesistono e che determinate circostanze possono fare uscire disgraziatamente. Possono invaderci in qualsiasi momento perché ci appartengono profondamente in quanto esseri umani.

Nel momento in cui accettiamo che la violenza non è frutto solo della follia, possiamo imparare come fare per arginarla, per trasformarla in energia vitale e non distruttiva. Possiamo accoglierla prima che degeneri e con gli strumenti giusti prevenire il suo inasprimento.

Circondati di persone con cui non devi stare attento a non sbagliare. Se non puoi scegliere, sii comunque te stesso. 

Quando ti capita qualcosa che non ti piace oppure non arriva qualcosa che aspetti, prova a pensare che sia una fortuna, forse questo mancato gesto ti preserva da qualcosa o l'impedimento il contrattempo ritardando il tuo ritmo quotidiano e cambiando gli schemi ti portano una consapevolezza nuova. Pensaci, nulla avviene per caso. 

Quando impieghi le tue forze per ottenere un risultato, lo hai già raggiunto. Non importa dove sei arrivato, è l'impegno che hai messo che ti ha elevato. 

La "pietās" è la madre di ogni autentica capacità di amare l'altro, anche quando l'altro non è in sé. 

“Un uomo può portare con sè per molti anni un indizio di qualche cosa,
ma riesce a comprenderla con chiarezza solo
ad un certo momento della sua vita...”
(Carl Gustav Jung; "Ricordi, Sogni, Riflessioni")

 Perchè scrivi solo cose tristi?
- Perchè quando sono felice, esco.
— Luigi Tenco

Ci sono persone con un anima talmente ingombrante, che non può far altro che soggiornare un pò in un altro corpo, non appena gli si avvicina. 
 

 


" Siamo folli a crederci ancora. Ma più folli saremmo se smettessimo di crederci.
Fino a che un vagito risuonerà tra le grida di una donna, sapremo che ancora ci crediamo."
Paola Felice

 

 


“If you have an apple and I have an apple and we exchange these apples then you and I will still each have one apple. But if you have an idea and I have an idea and we exchange these ideas, then each of us will have two ideas.” George Bernard Shaw

 "I'm a firm believer that the ones who tell you what's impossible have failed." Paul Stanley.

Questa bellissima canzone di Enrico Ruggeri "I naviganti" rappresenta molto bene metaforicamente l'uomo in mezzo al mare dei suoi processi psichici. Il mio augurio per voi è quello, come dice la canzone, di lasciarvi trasportare dall'istinto, nel mare ricco di tesori che è la vita. Buon ascolto e buona navigazione!

bottom of page